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♦ Il Commento ♦ UNA GIUSTA DENUNCIA
di Luigi Mauro
Anche stavolta l’articolo di Stella sul Corriere sarà preso come un vile attacco alla nostra autonomia, quando invece sarebbe un buon consiglio da seguire.
Non riusciamo proprio a capire come potrebbe ledere l’autonomia il denunciare alcuni sprechi che da anni vengono perpetuati. Si perde forse in autonomia a non pagare più così salatamente Durni, Dellai e compagnia cantante? Ci diamo forse una mazzata sui piedi abolendo enti inutili, vuoti e inesistenti nel resto del pianeta come le Comunità di Valle o le Ciroscrizioni?
La verità è che l’autonomia, cosa buona e giusta, troppo spesso viene usata come giustificazione di porcate che non stanno né in cielo, né in terra. E questo, a nostro modesto parere, le fa più male di qualunque articolo di giornale.
Grazie allo Statuto Speciale, il Trentino e l’Alto Adige hanno potuto gestire al meglio le risorse e garantire una qualità della vita che ha pochi uguali nel resto d’Italia. E, intendiamoci, è giusto difendere questo importantissimo strumento quando è davvero sotto attacco. Ma gridare all’attentato ogni qualvolta si solleva il tappeto dove è stata nascosta la polvere non solo è sbagliato, è soprattutto controproducente. Fare finta di essere esenti da sprechi e furbate varie, negare che la distribuzione delle risorse è a volte sbagliata non porta vantaggio, semmai il contrario. Rispariamere la metà dei 50 milioni di euro spesi in indennità, non permetterebbe forse di investire tali capitali per migliorare servizi e opere pubbliche? Non ne guadagnerebbe la nostra autonomia?
Denunciare lo sperpero delle risorse ci rende ancor più virtuosi di quello che già siamo. Ecco perché crediamo che Stella vada ascoltato e non osteggiato. Dimostrare di saper correggere il tiro quando questo va fuori bersaglio, cogliendo i consigli di chi ci vede dall’esterno, sarebbe un comportamento saggio e lungimirante. Chiudersi nel proprio guscio, nascondendosi dietro al baluardo dell’autonomia, al contrario, è sintomo di scelleratezza e presunzione.
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♦ Gian Antonio Stella è abituato a denunciare sprechi e storture caratteristici delle istituzioni italiane. E’ altrettanto abituato a non fermarsi davanti alle reazioni contrariate che le sue inchieste e i suoi pezzi, pubblicati sulle colonne del Corriere della Sera, suscitano ai politici di turno. Così, stamattina è tornato sull’argomento autonomie speciali, infischiandosene delle polemiche scaturite i giorni scorsi.
Il titolo del pezzo tira in ballo il Trentino-Alto Adige: “Se il vice di Durnwalder guadagna più di Sarkozy”. L’attacco rimanda alla polemica degli ultimi giorni sviluppatasi sulla carta stampata locale: «Pagato il pedaggio di riconoscere a trentini e altoatesini che le loro terre sono governate meglio di gran parte del resto d’Italia, si può sommessamente dire che non va bene che un assessore bolzanino guadagni di più che un ministro di Berlino?».
Poi, giù con una buona serie di esempi e paragoni tra gli stipendi dei “pezzi grossi” trentini ed altoatesini, confrontati con i loro corrispettivi in altre parti del globo terracqueo. Tutti dati estrapolati da un giornale al quale non possono essere imputate antipatie verso le autonomie, il Neue Sudtiroler Tageszeitung. Durni che prende più di Barack Obama (il quale ha anche la faccia tosta di dire che se li guadagna tutti), Dellai più della Merkel, Rosa Tahler più di Hillary Clinton e così via. Sempre meno dei dirigenti di banca, obbiettano gli interessati, senza contare però che questi sono soldi pubblici.
Ma non è solo questione di stipendi dei politici, continua l’editorialista del Corrierone, ma anche dell’«accumolo sbalorditivo di enti locali» denunciato anche da alcune testate locali: «Qui sono cinque: Regione, Provincia, Comuni, Comunità di Valle e Circoscrizioni. E tutte distribuiscono soldi». Per una spesa complessiva per le indennità di ognuno di questi organismi amministrativi pari a 50.468.000 euro l’anno. Che equivale a 95,3 euro per abitante. Come calcolato dal quotidiano l’Adige.
Stella puntualizza di non voler contestare l’autonomia concessa alle due province e anzi, in risposta alle reazioni piccate dei governatori Dellai e Durnwalder, loda così gli amministratori: «Ci è facile riconoscere a chi ha governato quelle montagne, quelle valli, quelle città bellissime non solo di essersi fatto carico di mille competenze (strade, scuole, sanità, paesaggio…) altrove a carico dello Stato, ma di aver lavorato meglio di altri». Ma poi chiosa: «Ma proprio per difendere quei risultati occorre che quelle autonomie virtuose si sgravino delle zavorre denunciate anche da giornali non certo centralisti come il Corriere del Trentino di Enrico Franco o l’Adige di Pierangelo Giovanetti».
Stella si chiede, chiudendo l’articolo, se questi appena elencati possono davvero essere «tutti “costi indispensabili della democrazia”?». La risposta a noi appare scontata. Purtroppo però, sappiamo già che i nostri illuminati amministratori non la pensano affatto come noi.
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