PANNI SPORCHI..

Polemizzare in libertà.. Il Blog di Luigi Mauro

SOTTO SILENZIO..

Sapete che cosa dichiarava il nostro ministro dell’Economia, l’esimio Giulio “so tutto io” Tremonti, nel lontano 2006? Dichiarava in un intervista al vicedirettore del Giornale, Nicola Porro, che “La fiscalizzazione del Tfr è in realtà acquisizione di nuovo debito. Ogni diversa configurazione sarebbe scorretta. ” - e ancora – “Quella del Tfr non è una partita di giro, ma una partita di raggiro”. Faceva queste dichiarazioni commentando un provvedimento preso dal Governo allora in carica, quello di centrosinistra guidato dal pacioccone Prodi.

Porro, che è liberale serio e corretto, ha riportato sul suo blog queste dichiarazioni facendo notare che, però, nel testo della finanziaria attuale (fine 2009, Governo di centrodestra guidato da Berlusconi) non è stato cambiato di una virgola questo provvedimento della fiscalizzazione del Tfr. E sentenzia, giustamente, “tutti uguali nel raggiro”.

Premettendo che la penso come Porro, vorrei fare una piccola riflessione sul ruolo dei magnifici sindacati italiani. Cgil, Cisl e Uil, abituati a scendere in piazza e indire scioperi con una facilità disarmante, a rompere le scatole su tutto, in particolare la Cgil, difendendosi dietro la scusa di difendere i lavoratori, perché non hanno fiatato? Non era forse questa un’opportunità per attaccare il Governo sul piano politico? Scipoerare per la libertà di stampa, che nessuno tocca, ha senso, farlo per i “risparmi” dei lavoratori forse no?

Che figura grama. Sia per la maggioranza che ha fatto passare sotto silenzio questo raggiro (per usare le parole dello stesso Ministro), che tanto in passato aveva criticato e che ora adopera senza tanti rimorsi. Sia per i sindacati, che ancora una volta ci dimostrano quanto poco rappresentino i reali bisogni dei lavoratori. Raggira e riraggira a perderci, alla fine, siam sempre noi. I comuni mortali.

24 Dicembre 2009 Pubblicato da Luigi Mauro | Panni di casa nostra.. (Italia) | , , , , , , , | Ancora nessun commento.

PUNTO E A CAPO..

L’altra sera il presidente del consiglio Berlusconi è stato aggredito da un pazzo, dopo un comizio in piazza Duomo a Milano. L’accaduto di per sè è gravissimo. Esso segna infatti un punto di non ritorno nella politica italiana.

Paradossalmente, questo gesto sconsiderato può far aprire gli occhi. Può far capire che siamo arrivati ad un punto oltre al quale è rischioso andare. Il clima di odio per l’avversario politico che in quest’ultimo periodo pervade qualunque discussione a riguardo ci ha catapultato indietro di qualche decennio. L’ombra degli “Anni di piombo” sembra riecheggiare insistentemente. Sembra che il periodo nero che l’Italia ha vissuto non abbia insegnato nulla. Serve, a questo punto, riacquistare un po’ di quel che si dice buon senso. Ritornare ad un confronto leale, civile e rispettoso. Un confronto che non scaturisca in una bieca violenza. Un dibattito costruttivo e non distruttivo.

Al contempo, il gesto di Massimo Tartaglia potrebbe scatenare un effetto contrario. Potrebbe essere il ritorno alla lotta politica armata. Il fatto di ieri potrebbe fare da catalizzatore a moti di violenza finora repressi. Le incitazioni all’attentatore del premier sul web, ne sono la testimonianza. Per non parlare poi delle dichiarazioni scellerate e sconsiderate di alcuni nostri politici, Di Pietro in testa, che, invece di esprimere solidarietà, insinuano che ad istigare sia lo stesso Cavaliere.

Fortunatamente, la maggioranza del mondo politico – e di quello reale – sembrano propendere per la prima ipotesi. Smorzare i toni, sembra essere la priorità. Si spera lo sia anche per questa nostra sinistra che, più di altri, è davanti ad un bivio. Recuperare credibiltà e porsi come alternativa seria all’attuale maggioranza (proponendo leggi, osteggiando il governo sul piano politico, proponendo alternative serie). Oppure inseguire l’alleato Di Pietro, attaccando il premier sul lato personale e credendo a killer mafiosi che vogliono solo scontare meno carcere.

L’aggressione dell’altro giorno ha dunque messo un punto su ciò che la politica italiana è stata fino ad allora. Adesso è il momento di andare a capo. Ci auguriamo con uno spirito più civile. In barba ai Di Pietro e alle Bindi di turno.

15 Dicembre 2009 Pubblicato da Luigi Mauro | Panni di casa nostra.. (Italia) | , , , , | 1 Commento

UNA LUCIDA CRITICA..

Posto qui un video in cui il mitico Indro Montanelli si scaglia contro i partiti politici e la magistratura “colorata”. Il mio pensiero è ben riassunto nelle sue parole.

7 Dicembre 2009 Pubblicato da Luigi Mauro | Panni di casa nostra.. (Italia) | , , | Ancora nessun commento.

PRIVILEGI DA TOGHE..

Guarda un po’ che sorprese che ci regala questa nostra Italai. In questo articolo, l’ottima Anna Maria Greco ci spega che i più acerrimi nemici del processo breve – leggesi magistrati – ne godono a pieno quando sottoposti a processo disciplinare. In quattro anni loro, i nemici, arrivano alla decorrenza del procedimento se annullato dalla Cassazione. In dieci arrivano alla prescrizione. Così sancisce una legge promulgata nel 2006.

Come mai non si vede nessuna levata di scudi dei magistrati contro questa legge? I nemici si fanno sentire solo quando si cerca di proporre una legge che dia i loro stessi diritti a tutti? Hanno ancora il coraggio di asserire che “La legge è uguale per tutti” senza nessuno scrupolo di coscienza? Non è forse vero che hanno bocciato il lodo Alfano richiamando l’articolo 3 della Costituzione? Forse questa legge del 2006 non sancisce una disparità di trattamento?

Delle due l’una: o i magistrati quando sbagliano si ciucciano gli stessi tempi che ogni cittadino normale deve affrontare quando ha a che fare con la giustizia, oppure si approva il processo breve (non senza rilevarne alcune criticità) estendendolo a tutti i cittadini. Spero non ci sia il bisogno di spiegare perché propendo per la seconda ipotesi.

1 Dicembre 2009 Pubblicato da Luigi Mauro | Panni di casa nostra.. (Italia) | , , | 2 Commenti

LEGALE E’ MEGLIO..

Ecco, non si parla d’altro ormai. Escort prima, trans e viados adesso. La moda l’ha lanciata Repubblica. Gli altri gli si sono accodati senza esitare nemmeno troppo. Chi per darle ragione, chi per darle torto. Intanto tutti ci sguazzano come le mosche sullo sterco di vacca.

Ho gia detto di essere contro l’ondata gossippara che ha coinvolto i maggiori organi mediatici del Paese, ma devo riconoscere che chi ha sollevato il polverone ha, volente o nolente, fatto esplodere una pentola a pressione che da troppo tempo era in condizioni precarie. Stiamo parlando del problema prostituzione. Stiamo parlando del fatto che in Italia, grazie ad una legge scellerata (legge Merlin), la prostituzione è vista, dagli occhi chiusi del diritto, come un reato. Non si vuole  invece trattarla per ciò che essa è davvero, cioè un lavoro che, come possiamo benissimo constatare di questi tempi, gode di un ottimo mercato.

Ora, bendarsi gli occhi per non vedere la realtà non serve a nulla ed è pure dannoso. La prostituzione è un mestiere, brutto e pericoloso, ma è un mestiere. Negarlo è da bigotti, moralisti e, soprattutto, ipocriti. Negarlo serve soltanto a peggiorare la situazione. Serve a fare in modo che le donne – e non solo – siano costrette a lavorare in strada con condizioni igienico-sanitarie precarie e, solitamente, sotto il giogo di protettori delinquenti e spietati. Serve a imbruttire le vie delle nostre città e a renderle più pericolose. Serve a far proliferare il lavoro in nero e l’evasione fiscale. Per non parlare delle malattie veneree.

Basta ipocrisia. Imitiamo coloro i quali non si sono sottomessi a questo gioco meschino del non voglio vedere quello che mi sta succendendo attorno. Legalizziamo la prostituzione e riapriamo le case chiuse. Facciamo in modo che vengano pagate le tasse e ripulite le strade. Facciamo in modo di fare controlli sanitari veri e dare una mano, reale e non fittizia, alle associazioni contro Aids e malattie a trasmissione sessuale varie. Perché, lo ripeto ancora, far finta che questo non sia un vero mestiere peggiora soltanto le cose. Dire che è immorale poi, sarebbe assurdo visto le mille altre leggi non morali che vengono promulgate ogni giorno.

Facciamo questo enorme ma necessario passo. Poi magari scopriamo che con i soldi ricavati dalle tasse raccolte ci si può pagare il taglio dell’Irap e di qualche altra imposta scellerata. Magari scopriamo che un Premier può fare ciò che vuole in camera da letto senza essere perseguitato da giornali che tornerebbero a fare il loro vero mestiere. Magari scopriamo che la discriminazioni di certe donne – e non solo – può essere superata sul serio e non a chiacchiere. Tutti concetti questi per cui una volta si batteva anche e soprattutto la Sinistra che ora fa tanto la moralista.

E poi, magari, andiamo a scoprire una cosa banale banale. Si scopre che legale è meglio, molto meglio.

29 Ottobre 2009 Pubblicato da Luigi Mauro | Panni di casa nostra.. (Italia) | , , , , | Ancora nessun commento.