Dennis Forti: “LIVE! VETRINA PER I MUSICISTI TRENTINI”

2010 gennaio 31
di Luigi Mauro

Ecco la prima della serie di interviste che avevo preannunciato quando avevo elencato le novità del Blog. Si tratta di un colloquio che ho avuto con Dennis Forti, autore e presentatore di TCA- Trentino TV, riguardante il suo nuovo programma Live!, durante il quale si vedranno un’intervista e spezzoni di esibizione di 60 gruppi rock trentini.

Leggi tutta l’intervista..

IL CORAGGIO E LA VILTA’

2010 gennaio 26

Mi mancherà. Uno che dice pane al pane e vino al vino, mi mancherà molto. Di chi stia parlando è facile intuirlo: parlo di Guido Bertolaso. Il capo della Protezione Civile. Quello che ha risolto il problema “munnezza” a Napoli. Colui che ha gestito con successo la ricostruzione post terremoto dell’Aquila e degli altri sventurati paesi d’Abruzzo. Mi mancherà, dicevo, perché andrà in pensione e, a quanto pare, sparirà dalla scena pubblica. Cosa, questa, più grave di quanto si possa immaginare. Visto che andrà a farsi benedire, oltre alla sua eccellente competenza, anche il suo essere totalmente controcorrente.

Non le mandava certo a dire lui. Le cantava a destra e a sinistra. Senza esclusione di colpi. Memorabile la sua incazzatura con le ditte che hanno tentato ti lucrare sulla ricostruzione delle macerie abruzzesi; le ha sbugiardate sul web e in diretta tv. Tonante nel redarguire le amministrazioni locali della Campania, ree di aver tergiversato sul problema dei rifiuti continuando a prendere soldi senza risolvere mai nulla. Non si è risparmiato neppure con gli americani: recatosi ad Haiti ha visto in quale disastro l’isola è piombata e, ancor più, ha appurato la scarsezza della macchina dei soccorsi made in USA. E, come al solito, non ha tenuto le sue caustiche considerazioni per sé – come impone l’insopportabile politically correct - ma le ha dichiarate ai media. Senza peli sulla lingua. E, non contento, rispondendo alla domanda se  avrebbe accettato di entrare nell’Onu, il nostro Guido ha sferzato anche le Nazioni Unite e ha risposto con un secco: “Sono troppo controcorrente. All’Onu bisogna essere molto conformisti”. La Clinton si è scomodata a replicare che le sue sono “considerazioni da bar sport”. Segno che anche stavolta la critica di Bertolaso ha centrato in pieno il bersaglio.

L’immancabile Frattini, il nostro super ministro degli Esteri (più un modello che un politico a vedere i servizi fotografici pubblicati sul sito della Farnesina), si è affrettato a puntualizzare che la posizione del Governo non è quella espressa da Bertolaso. E ti pareva. In nome delle alleanze guarda un po’ che bisogna fare. Sbugiardare un fido connazionale che dice solo le cose come stanno e dare corda ad una donna d’oltreoceano toccata su di un nervo scoperto. E’ la tristezza della politica. E’ il trionfo della viltà e la debaclè del coraggio. Il coraggio di dire la verità anche se fa male.

Inizio a comprendere i motivi che hanno spinto Guido Bertolaso a sparire di scena. E’ inutile dire che li condivido in pieno.

Reportage: MAMMA MAE’! (Negrita in concerto a Folgaria)

2010 gennaio 23
di Luigi Mauro

Fa freddo a Folgaria. Qualche grado sotto lo zero. Il palazzetto del ghiaccio non sembra essere il luogo ideale dove seguire un concerto. Appena entrati ci terrorizza il vapore che fuoriesce dalle bocche dei tanti presenti. Sarà dura resistere a quella temperatura, pensiamo io ed i miei amici. Nella mezz’oretta che divide il nostro ingresso sulle gradinate dalle prime note di chitarra, gli escamotages per trovare un conforto termico consistono nello scolarsi bicchieri di vin brulè, accuratamente preparati nell’unico posto riscaldato del palazzetto: il bar.

Sotto c’e la Festa dell’Unità, pardon Democratica. Sopra centinaia di giovani che aspettano loro, i Negrita. Giovani che attendono il rock. Piano piano le tribune si gremiscono. Le luci si spengono e vicino alla pista si accalcano i più sfegatati. Il palco sta là, lontano, in mezzo al ghiaccio. Salgono sul palco Pau & Company. Partono le chitarre. E’ deciso il ritmo scandito dalla batteria del trentino Dalla Pellegrina e dal basso del mitico Franky, il quale pare del tutto incurante delle agghiaccianti temperature del palazzetto e sta sul palco con solo un gilet di pele e un cappello da cowboy sulla testa. Parte il rock, signori e signori. E di imporvviso non fa più tanto freddo.

Pau è il vero e proprio mattatore della band. Parte tranquillo con un basco grigio sopra la pelata che da sempre lo contraddistingue. Piano piano si scalda. Salta, si agita, fa roteare le mani come fossero bandiere da sbandieratori. Corre lungo il palco ben coadiuvato da Franky che non smette di balzare su e giù dallo stage e incitare il pubblico che, ormai entusiasta, balla e si diverte sugli spalti.

L’atmosfera è calda. Tanto che alcuni scalmanati delle prime file provano l’invasione di campo. Scavalcano le transenne e si lanciano, inseguiti dalla securety, verso Pau. Vogliono solo dargli un cinque, rischiando anche brutte scivolate sul duro e freddo ghiaccio del palazzetto. La serata comunque procede tranquilla. La band suona pezzi nuovi alternati a successi vecchi. Il confronto è letale per i primi. Le sonorità originali, alternative e, perché no?, un po’ terzomondiste degli ultimi album fanno un baffo al rock puro e incazzato di canzoni come “Cambio” e “Mamma Maè”.

Non possono mancare i comizi politici del cantante, d’altronde siamo pur sempre alla Festa dell’Unità, pardon Democratica. Accuse al mondo parlamentare a destra e anche a manca. Invettive contro Craxi e il tentativo di riabilitarlo. Accuse all’attuale presidente del consiglio. Tuttavia, la musica poi spazza via tutto. Mette d’accordo anarchici e destroidi, democratici e Berlusconiani. Mette d’accordo perfino Pau e me – incredibile!

Già, al di là di tutto, un’ora e mezza di buon rock. Eseguito benissimo da artisti che sanno il fatto loro e sanno tenere il palco come pochi. Onore ai Negrita. Onore soprattutto a Franky il cowboy. Il bassista che, in uno dei suoi giretti davanti al pubblico, risponde esaltato al  “saluto rock” – quello con le tre dita per intenderci- di un ragazzo con la giacca rossa esagitato e urlante che si sporge dalla balaustra.

Beh, quel ragazzo ero io e grazie a Franky ieri mi sono sentito davvero rock.

NIENTE DI BUONO..

2010 gennaio 13
di Luigi Mauro

Le notizie che giungono dal Mondo non sono confortanti. Ad Haiti è un disastro. Decine di migliaia le vittime. Una nazione intera devastata dalla forza della natura. La stessa natura crudele di cui si parlava anche qui, qualche mese fa, in occasione del terremoto abruzzese. La natura che non dà scampo a nessuno. Bimbi e anziani, bianchi e neri, maschi o femmine, fa lo stesso.

In America poi, il nobel per la pace Barack Obama, scorda i suoi buoni propositi e si ricorda di essere il presidente di un Paese che è bersaglio dell’estremismo islamico. Un Paese che è ancora in guerra sia in Irak che, soprattutto, in Afghanistan. Un Paese pronto a lanciare un raid sul nuovo covo di Al Qaeda, lo Yemen.

In Italia poi, non possiamo stare allegri. E’ vero, Haiti, gli Usa e il Medio-oriente sono lontani. Tuttavia, anche noi abbiamo qualche gatta da pelare. I fanatici islamici, ad esempio, non ce l’hanno solo con gli americani. Ce l’hanno anche con tutte le nazioni del cosìddetto Occidente. Bel Paese incluso. Quindi, antenne ben ritte pure qui. In più, a Rosarno è successo il finimondo. Immigrati clandestini vs. calabresi (mafiosi in testa). Questa la partita che si è giocata qualche giorno fa, a colpi di rivoltella e lupara. Tutto perché lo Stato, per troppo tempo, è stato a guardare. Per questo, anche gli egiziani ci hanno tacciato di razzismo; loro, che sparano a vista ai palestinesi e uccidono i cristiani.

L’unica notizia positiva sembrava essere trapelata dal mondo economico. Il Premier Berlusconi, ristabilitosi dopo il vile attentato di Milano, aveva annunciato una riforma del Fisco. Tagli alle tasse, finalmente. Invece, oggi ha detto no. Non si può fare. Il debito pubblico è salito e quindi non “ce stanno sesterzi” per poter attuare un taglio delle tasse e applicare due sole aliquote. Una secchiata d’acqua gelida dritta sulla testa di noi italiani sognatori. Ci aspettavamo la rivoluzione fiscale e invece ci troviamo il debito alle stelle. Non che ci si possa lamentare troppo, le tasse questo governo, seppur immerso fino al collo in una crisi terribile, almeno non le ha nemmeno toccate. La sinistra, invece, ci aveva salassati quando la contingenza era assai diversa.

Insomma, di notizie buone e incoraggianti nemmeno l’ombra. Tranne una, forse: il Cav sta meglio. Peccato però, che il resto del Mondo stia peggio.  Molto peggio.

NOVITA’ IN VISTA..

2010 gennaio 3
di Luigi Mauro

Innanzitutto, auguri a tutti coloro i quali passano di qui e mi leggono. Un felice anno nuovo a voi e ai vostri cari.

Questo blog, nato circa un anno fa, ha superato le mie più rosee aspettative. Da poco passato il traguardo delle 5000 visite – so che non è molto, ma per me, sconosciuto ragazzo della provincia di Trento, è già un gran risultato – voglio annunciare a tutti quelli che mi seguono alcune innovazioni nella mia piccola lavanderia. Perché si sa che restare pietrificati nelle tradizioni può essere rassicurante e, soprattutto, comodo, ma alla lunga è un errore. Bisogna modernizzarsi, crescere, riformare. Ancor più se si parla di internet, dove tutto cambia alla velocità della luce e fossilizzarsi equivale a sparire.

La prima novità è che, a breve, troverete altre firme su questo spazio web. Aspettavo a comunicarvelo, dovendo io stesso averne la certezza. Scriverà su questo blog un altro ragazzo del mio paese. Un mio amico, studente in giurisprudenza. Il suo nome è Michael Giacomelli e avrete l’occasione di conoscere lui e le sue idee a breve. Sto poi contattando altri miei amici (ve li presenterò prestissimo), con idee diverse dalle mie, in modo tale che questo blog possa diventare un contenitore di voci. Voci di giovani. Voci eterogenee ma, sempre, controcorrente. In modo tale spero di vivacizzare il dibattito sui fatti che ci circondano. Sempre, però, ricordando che qui dentro esistono due valori imprescindibili: il rispetto e l’educazione.

La seconda innovazione è il ritorno ad un blog meno monotematico. Ho scritto negli ultimi mesi quasi solamente di politica e di attualità. Vorrei tornare a trattare temi culturali, sportivi, musicali e di spettacolo. In particolare mi piacerebbe parlare di più del mio territorio, inteso come il luogo dove vivo e, più in generale, tutta la Provincia di Trento. Anche per questo ho chiamato dei collaboratori. Non sono un tuttologo e anche il mio tempo, purtroppo, è quello che è.

La terza novità è la decisione di lanciare un sondaggio settimanale su un tema scottante. Lo troverete sulla colonna di destra sotto alla rubrica “La Sciabolata”. Spero in questo modo di coinvolgervi ancor di più nel dibattito.

L’ultima news poi è quella di inserire una pagina di interviste, fatte da me piuttosto che da coloro i quali mi daranno una mano. In questo modo potremmo sentire pareri più o meno autorevoli su i vari accadimenti del mondo.

Faccio tutto ciò per rendere il più interessante possibile questo mio blog. Lo faccio per voi che mi avete letto per tutto questo anno. Sperando così di ricambiare l’interesse che avete avuto nei miei confronti. Grazie ancora a  tutti voi.